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confini

Massimo Vendrame

Per questo progetto fotografico mi sono venuti in mente i confini che mia madre mi imponeva da piccolo ed erano quelli della via dove abitavamo.

Si poteva uscire di casa per giocare con gli amici, ma guai ad uscire dalla via……

La via dove sono cresciuto dai 7 anni in poi è una classica via italiana con case degli anni 60 e tutte con le loro cancellate e recinzioni…. già…. altri confini che a noi sembrano normali, ma per un bimbo di 7 anni nato e cresciuto in un terra appena oltre confine, la Svizzera, dove le case raramente hanno recinzioni o delimitazioni, era un ostacolo visivo ed emotivo notevole.

Poi, con l’andar del tempo, ho conosciuto prima i bambini che abitavano in alcune di quelle case e poi i loro genitori ed ho capito che era gente sincera ed affettuosa ed anche quelle barriere sono cadute.

Ma il confine della via è rimasto per molti anni… mia madre mi ha sempre educato a non superare quei confini perché poteva essere pericoloso, per cosa poi non si sa, perché dopo quella via dove sono cresciuto assieme ai miei nuovi amici, c’erano altre vie del tutto uguali, ma sapete come sono le mamme.

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di porte e di viaggi

Roberta Cuzzolin

“Vivere è passare da uno spazio all’altro, cercando il più possibile di non farsi troppo male.”

Non ci sono confini nel mio mondo, attraverso lo spazio e il tempo senza soluzione di continuità, ed ogni volta non so cosa troverò dall’altra parte. Sebbene l’aria e la terra siano sempre le stesse, tuttavia è la strada ad essere diversa.

Io sono diversa ogni volta che ritorno dopo aver attraversato il confine.

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i confini della mente

Silvia Crosato

Un giorno ho notato l’ombra di una macchina che si rifletteva sulla parete adiacente ad un parcheggio vuoto. Ho fotografato l’ombra e il parcheggio e mi sono chiesta se si capisse che si trattava solamente di un’ombra, oppure se il posto sembrasse veramente occupato. Non c’è una risposta a questa domanda, ma dipende da chi  guarda, perchè, nella nostra mente, al contrario della vita reale,  non ci sono linee o paletti che delimitano i  pensieri e se ci sono dei confini, questi ce li creiamo noi.

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paesaggio di fatica

Anna Zambon

Il mio progetto è sulla natura e ambiente nelle colline del prosecco, luoghi vicino a me e come diceva il nostro poeta Andrea Zanzotto di Pieve di Soligo “Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio / Qui volgere le spalle”.

I confini possono essere determinati dalla natura o dall’uomo. Quelli realizzati dall’uomo è una linea che delimita un territorio o un terreno, una zona di separazione tra due spazi, pietre, muri, staccionate, campi ecc..

Sono tracciati per creare differenze per distinguere un luogo dal resto dello spazio è una discontinuità una divisione non solo separa ma anche unisce protegge almeno così si crede.

Vorrei descrivere il confine difeso contro la forza della natura il confine del vissuto, di fede, di storia, di una terra di sudori e serenità.

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sui confini

Emanuele Portelli

Il confine è un’entità utilizzata per separare e mettere ordine alle cose.

Molto spesso, però, il confine è qualcosa di impalpabile. La nostra mente ha una abilità straordinaria per superare tale limite ed è quella che ci permette di godere la nostra vita in modo sereno.

Nel momento in cui riusciamo a trovare la porta di accesso il gioco è fatto!

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Confine A – B (Artigiano – Bottega)

Manuela Gennburg

Adoro i “confini” del lavoro artigianale, quelli fisici spesso sono ridottissimi ma nonostante ciò ricchi di dettagli, di cose, di odori, di emozioni, di fantasia e storie.

Anime preziose gli artigiani che sovente “confinano” con l’essere artisti. Quando un artigiano si spinge oltre la semplice creazione di un oggetto e soppianta la dimensione fisica con creatività e visione, il suo mestiere diventa una vera e propria opera d’arte.

Ringrazio :
Bruno Barbon Maestro intagliatore Venezia
Giò Ferrante Pittrice Acquerellista Treviso
Francesca Gallo produzione artigianale fisarmoniche marchio Galliano & Ploner Treviso
Roberto Comin Artigiano creatore di marionette Venezia
Maestro Andreas Makaris Artista ceramista Santorini
Marco Varisco Junior Maestro Incisore del vetro e del cristallo Treviso
Riccardo Varsallona Maioliche Caltagirone (CT)
Fabio Dalla Costa Maestro Liutaio Breganze (VI)
Valentina Fedalto Restauratrice Venezia
Francesca Olcese Sartoria Treviso
Fratelli Napoli Maestri Marionettisti e Teatro dei Pupi Catania
Gabriele Curtolo Maestro scultore del ferro battuto Treviso
Biscontin Paride Maestro orologiaio Pordenone
Giulia Trentin Floricultrice ecosostenibile a Treviso

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i miei confini

Gianna Piovesan

“I confini sono ciò che delimita e definisce il nostro spazio e che nello stesso tempo lo separa dagli altri luoghi” (George Perec). 

Possiamo decidere se, oltre i nostri confini, lasciare il vuoto o fare spazio alle cose del mondo. Succede ogni volta che ci fermiamo, ci guardiamo attorno, ammiriamo gli altri luoghi e li fotografiamo.

Ma cosa succede quando gli altri luoghi si fermano e ci guardano?

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ricerco confini

Maddalena Fanti

Quando vogliamo uscire dai percorsi tracciati del quotidiano, andiamo alla ricerca di luoghi nuovi e sconfinati.

E quando li troviamo, con essi ritroviamo anche la nostra intimità più profonda; allora la nostra mente ricerca nuovi confini, nuove linee per rigenerarsi e ritrovarsi nei colori originali, spoglia da ogni condizionamento.

É la nostra mente il luogo centrale del mondo, con le forme, i colori e le fragranze che riusciamo ad esprimere in libertà, senza il timore del giudizio altrui.

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confini

Paolo Pozzobon

Fermo ad una pompa di benzina, deciderò di rifornirmi per varcare il confine fra la notte e il giorno oppure rimarrò confinato nella notte?

Sospeso tra due mondi: la luce e il giorno, il qui e il dopo, l’essere e l’andare. Una riflessione individuale, senza interferenze.

La stazione di servizio diventa una sorta di terra di mezzo, che separa due dimensioni: c’è la possibilità di rimanere in silenzio e aspettare, fare una pausa, riposarsi, oppure fare il pieno di carburante e di energia per poter ripartire da qui. 

Riprendere il proprio viaggio di vita dal buio spaventoso e allo stesso tempo catartico dalla notte, verso un nuovo inizio.

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confini nel tempo

Stefano Tozzato

I Confini che ho ricercato non  sono quelli che rappresentano il limite geografico di una regione, ma sono  linee di separazione temporale che mettono in evidenza come il nostro territorio, i nostri paesi si  sono trasformati nel tempo riportando alla mente vecchi ricordi e tradizioni ormai lontane.

Il tempo e l’uomo incessantemente modificano i confini a volte restaurando il vecchio, a volte costruendo il nuovo in modo differente, contribuendo comunque a mantenere vivo il paesaggio. Le immagini mostrano la via principale con la chiesa di Preganziol e le frazioni di Sambughè e San Trovaso.